Birra, contro il dolore è più efficace del paracetamolo

birra_antidolorifico_paracetamolo_16114842La birra e altri alcolici in generale possono essere un ottimo antidolorifico. Secondo uno studio condotto da alcuni ricercatori inglesi, infatti, il loro effetto sarebbe addirittura superiore a quello del paracetamolo.
Il dottor Trevor Thompson, della London’s Greenwich University, ha appena dato a The Sun la notizia che tutti gli allegri bevitori attendevano con ansia: «Abbiamo trovato prove convincenti per dimostrare che l’alcol è un forte antidolorifico. Può essere paragonato agli oppiacei come la codeina ed è molto più potente del paracetamolo».
Lo studio da lui diretto ha dimostrato infatti che l’alcol è in grado di aumentare la soglia del dolore e di ridurne l’intensità nel nostro organismo. Tuttavia, ora vanno ricercate le cause di tutto questo. Tra le ipotesi formulate dai ricercatori inglesi ci sono la possibilità che l’alcol riduca la sensazione di dolore o che riducendo l’ansia abbassi la nostra percezione del dolore.
L’effetto analgesico dell’alcol potrebbe essere un buon punto di partenza per la creazione di nuovi tipi di medicine. Bere troppo, d’altronde, può avere degli effetti devastanti per la salute, con conseguenze anche mortali a lungo termine. Il dottor Thompson ne è convinto: «Possiamo produrre una nuova medicina prendendo solo le caratteristiche ‘positive’ dell’alcol e ottenere effetti potenzialmente migliori di quelli garantiti dai medicinali attualmente disponibili sul mercato».

Banana: buona e utile dal cuore alla buccia

C_2_fotogallery_3091219_4_imageHanno un sapore delizioso, sono ricche di virtù salutari, forniscono lo spuntino ideale quando si fa sport e sono utili anche quando abbiamo finito di gustarle perché la loro buccia sa rendersi utile in molti modi: scopriamo le proprietà le banane, il frutto giallo simpatico e divertente già al primo sguardo.

BUONA DA MANGIARE – La banana è ricca di proprietà che ne fanno lo spuntino ideale, specie quando si fa sport. Fornisce infatti energia di pronto impiego e, grazie al suo contenuto di potassio, è un aiuto efficace nel combattere i crampi alla muscolatura. Una banana da 100 grammi fornisce infatti circa 90 calorie, un po’ più di quanto ne abbiano altri frutti (la mela ad esempio, ne contiene 52 ogni 100 grammi) ma se ci si limita a un frutto al giorno e si segue una dieta completa e variata e ci si limita, non è particolarmente ingrassante. Ha però un indice glicemico alto, il che significa che porterà il nostro fisico a produrre più insulina e questo potrebbe farci provare il classico “buco nello stomaco” a distanza di qualche tempo. Per ovviare al problema la si può accompagnare con qualche noce o mandorla, o con un pezzetto di formaggio magro.

POTASSIO E DINTORNI – La banana è immediatamente associata al suo contenuto di potassio: un frutto di dimensioni medie ne contiene quasi 400 milligrammi. Se questo da un lato ne fa l’alleata degli sportivi e di chi, in generale, suda molto e deve reintegrare gli oligoelementi persi in questo modo, dall’altro richiede qualche cautela ai soggetti che hanno problemi di insufficienza renale. Il potassio favorisce inoltre il buon funzionamento del sistema cardiovascolare e ha virtù ipotensive: per questo, chi soffre di ipertensione lieve può trovare beneficio dal consumo del frutto giallo. Infine, una curiosità: se una sera capita di alzare troppo il gomito, una prima colazione alla banana può aiutare, il giorno successivo, a combattere gli sgradevoli effetti dell’eccessivo consumo di alcol. Oltre al potassio, la banana contiene acqua (75%), carboidrati (23%), fibra (2,6%), proteine (1%) e grassi (0,3%): è ricca anche di vitamine, tra cui la pro-vitamina A, le vitamine del gruppo B (B1, B2 e PP) e la vitamina C.

IL FRUTTO DEL SORRISO – Oltre al suo aspetto allegro, la banana contiene molte sostanze che favoriscono il buon umore e ne fanno un antidepressivo naturale. La prima è il triptofano, una molecola che presiede alla sintesi della serotonina, l’ormone del buon umore. La serotonina, inoltre, contribuisce alla sintesi di un’altra sostanza importante per il benessere, la melatonina, che regola il ciclo sonno-veglia.

DAVANTI ALLO SPECCHIO – Grazie alle sue proprietà, la banana può essere anche una vera cura di bellezza. Applicata a fettine o come base per una maschera fai-da-te, insieme a un cucchiaino di miele, combatte la disidratazione e le prime rughe della pelle del viso. Insieme a qualche goccia di limone, invece, ha proprietà illuminanti e astringenti sulla cute grassa. Per combattere acne e brufoli, invece, è preziosa la sua buccia.

PROIBITO BUTTARE LA BUCCIA – Anche la buccia del frutto sa rendersi utile in molti modi. Prima di utilizzarla (e prima di sbucciare il frutto), è opportuno lavarla con cura sotto il getto del acqua, per rimuovere polvere e tracce di altre sostanze indesiderate, quindi asciugarla delicatamente. Strofinare un pezzo di buccia di banana, con la parte bianca a contatto con la pelle, aiuta i brufoli ad asciugarsi più rapidamente: pezzetti di buccia si possono anche applicare al viso e lasciare in posa per 15 minuti. Un pezzo di buccia, sempre con la parte bianca appoggiata alla pelle, aiuta una verruca a seccarsi e a cadere: basta fissarla sulla parte lesa, fermandola con una garza e del cerotto, e sostituirla tutti i giorni fino alla guarigione. Lo stesso rimedio funziona anche per curare una piccola ferita o per far uscire una spina da sotto la pelle: gli enzimi contenuti nella banana favoriranno il suo scivolamento verso l’esterno. Strofinare una buccia di banana sulle morsicature di insetto o sulla puntura di ortica aiuta ad attenuare il gonfiore e il prurito. Infine, se strofiniamo l’interno della buccia sui denti, otterremo un effetto sbiancante naturale. Quando poi abbiamo sfruttato la nostra buccia in mille modi, non è ancora ora di buttarla via: possiamo ancora utilizzarla in casa e in giardino per ottenere un compost fertilizzante, oppure per lucidare le foglie delle piante da appartamento. Insomma, l’unica accortezza che la buccia di banana ci richiede è un po’ di attenzione… nel non metterci un piede sopra.